PRESENTAZIONE
La provincia di Verona non è solo rinomata per la sua cultura, la sua storia e centinaia di delizie gastronomiche, ma è anche patria di grandi vini. Amarone, Bardolino e Soave, questi nomi li conosciamo tutti, però ci sono anche numerosi “gioielli” della viticoltura che sembrano essere poco conosciuti, vale la pena scoprirli tutti. I vigneti si trovano tra le rive del Lago di Garda e i Monti Lessini, tra la valle del Po e le pendici della valle dell’Adige. Un affascinante Lessini Durello spumante o un Custoza come aperitivo, un floreale Soave per un primo di pesce, un Valpolicella Ripasso per un secondo alla griglia, o un dolce Recioto per il dessert: tutti provenienti da questa bella zona d’Italia. La diversità delle uve coltivate è grande: si va da uve bianche, come l’autoctona Turbiana, all’uva Garganega, Chardonnay e Pinot Grigio, alle varietà autoctone rosse come Corvina, Rondinella e Molinara. Per non parlare di Cabernet e Merlot. La viticoltura nella zona ha una lunga storia: i romani bevevano già il vino del Raeticum, fermentato e lasciato dolce per il trasporto. Nel quarto secolo d.c. Cassiodoro, ministro del re gotico Teodorico, descrive i vini ottenuti da uve appassite della Valpolicella: l’Acinatico. Fino ad oggi questo vino – fatto da uve passite – è rimasto: si chiama Recioto e suo figlio Amarone secco. Il Recioto viene prodotto nella zona del Valpolicella, a nord di Verona, in una versione rossa e un po’ più verso est, intorno al paese di Soave, in una versione bianca. Tutto l´inverno i fruttai nella zona del Valpolicella e del Soave sono carichi di uva, che man mano perde l’acqua appassendo lentamente. Oggi molti fruttai non sono più per la produzione di Recioto: l´Amarone è fatto con le stesse uve del Recioto, ma fermentato fino alla fine e quindi si trasforma in un vino secco, amaro. Nato solo sessanta anni fa, è rimasto per molto tempo nell’ombra del Recioto, solo un paio di decenni fa ha iniziato la sua marcia trionfale. Oggi lui è il padrone assoluto della Valpolicella: 12 milioni di bottiglie di Amarone vengono prodotti ogni anno. Solo una piccola percentuale di questa produzione è rimasta per il Recioto. Anche il Ripasso, nel quale il giovane Valpolicella è fermentato con le vinacce della produzione dell’Amarone, ha avuto grande successo. Un vino rosso fruttato, semplice e chiaro dalle varietà Corvina, Rondinella e Molinara si trova ancora nella zona di Bardolino nei pressi del Lago di Garda. Qui nasce anche il Bardolino Chiaretto, un vino rosato che si abbina perfettamente a piatti di pesce lacustre. E dimostra anche, quanto sono versatili i vitigni italiani. Le stesse uve del Bardolino, un paio di chilometri verso est, in Valpolicella, si abbinano perfettamente alla cucina di montagna: bollito misto, funghi e tartufi. Parlando di Recioto: anche la versione bianca di Soave – uve di Garganega appassite - è un prodotto di nicchia, che vale la pena scoprire: sottile, dolce e longevo, con profumi di miele e frutta esotica. Da non dimenticare i bianchi di Verona: si inizia con il Lugana, minerale ed elegante, e il blend del Custoza, a sud del lago, verso il Soave e la sua varietà di Garganega, nata da terreni vulcanici, fino allo spumeggiare del Lessini Durello.
La provincia di Verona è rappresentata naturalmente non solo da vitigni autoctoni: per esempio il Pinot Grigio, che ha avuto successo principalmente negli Stati Uniti ed in Gran Bretagna. Una grande tradizione nel Veneto hanno anche le varietà bordolesi a bacca rossa, Merlot e Cabernet. Essi sono presenti nella regione già da più di 100 anni (alcuni pensano per questo motivo che siano già vigneti autoctoni).
Attraverso le degustazioni ho avuto modo di scoprire un particolare vitigno locale. Si chiama Enantio, una varietà fruttata che esiste nella valle dell´Adige già dai tempi antichi. Lo consiglio a tutti. Provatelo! Per finire, ho avuto il piacere di assaggiare più di 100 campioni per questa guida: da vini spumanti dei Monti Lessini a bianchi di Soave e del Lago di Garda fino all’Amarone della Valpolicella. Non era solo un assaggio, ma un viaggio attraverso uno dei paesaggi più belli e affascinanti d’Italia. Per ritrovare i sapori e i profumi delle colline di Verona e la leggerezza del Lago di Garda, non ho nemmeno avuto bisogno di lasciare il tavolo. Mi ha colpito anche la qualità dei vini, che esprime un grande rispetto per la cultura e la tradizione di questa bella zona. I miei complimenti sinceri vanno ai viticoltori che hanno presentato questi loro vini!
Christian Eder
Christian Eder ha 48 anni e vive in Austria, vicino a Salisburgo.
Dopo lo studio in Lingue e Comunicazione all’Università di Salisburgo, ha lavorato come editore di un settimanale regionale (1989-1996) e caporedattore (1993-2002) di due riviste per Salisburgo e il Tirolo. Dal 1999 è redattore/autore della rivista VINUM e autore di diverse pubblicazioni di viaggi, economia, sport ed enogastronomia.