Introduzione

Riello Giuseppe veronawinetop
Verona è prima in Italia per esportazioni di vino, con una quota sul totale nazionale del 12%. Il valore dell’export nel 2015 ha raggiunto quota 881 milioni di Euro. Il vino rappresenta il 9% del totale delle esportazioni veronesi.

La nostra provincia vanta quattordici vini Doc e cinque docg: frutto di un mutevole ambiente che va dalla pianura sabbiosa, alle colline, dal lago alla montagna. Dall’antipasto al dolce, dall’aperitivo al fuori pasto, bianco, rosso e rosé, fermo o con le bollicine, il vino scaligero è in grado di accompagnare qualsiasi momento della giornata.

I vini raccolti in questa guida rappresentano una selezione del panorama vitivinicolo: sono i migliori vini della provincia, quelli selezionati secondo il metodo “Union Internationale des Oenologues” adottato da Assoenologi, l’associazione italiana degli enologi ed enotecnici.

Saranno promossi in Italia e all’estero per un anno, fino al prossimo concorso, nel 2017. Fino ad ora abbiamo organizzato per loro degustazioni con buyer, operatori e giornalisti in Italia e all’estero, anche nelle principali fiere internazionali del settore.

L’auspicio è che questa guida, che girerà il mondo, induca i consumatori non solo ad acquistare i nostri vini, ma anche che li incuriosisca talmente da spingerli a visitare il nostro territorio. Ne vale la pena.

Giuseppe Riello, Presidente della Camera di Commercio di Verona

 

Presentazione

Gigi Brozzoni

Il gusto di raccontare il vino di Gigi Brozzoni

 

Troviamo sempre qualcosa di affascinante quando siamo chiamati a descrivere un vino ed è ancora più interessante se non ne dobbiamo valutare la qualità complessiva, perché in questi casi abbiamo la possibilità di ascoltare il racconto del vino senza filtri, senza ingombri, senza ostacoli. Allora ci accostiamo al bicchiere come se salissimo su un’automobile per iniziare un viaggio che ci porterà alla scoperta delle aree geografiche, dei luoghi, delle città e dei borghi del nostro Paese strettamente legate alla notorietà dei vini che vi si producono. Questi luoghi sono spesso intimamente legati alle bellezze naturali dei paesaggi, ma spesso sono anche allacciati alle opere architettoniche ed artistiche dell’uomo, quali testimonianze di antiche civiltà, di storiche culture e di recenti tradizioni.
Senza dimenticare, però, che la storia dei nostri paesaggi non è stata per nulla pacifica e serena, ma cosparsa di innumerevoli eventi tragici, apocalittici e catastrofici come gli antichi fenomeni tellurici, i mari che si sono creati e che se ne sono andati, o le più recenti glaciazioni che spesso hanno generato paesaggi aspri, difficili e inospitali.
Dai tempi antichi fino ai giorni nostri le civiltà, le culture e le tradizioni hanno continuato a modificare le terre che abitavano rendendole più ospitali, più accoglienti e più sicure, aggiungendo opere urbanistiche e architettoniche che hanno generato un paesaggio di straordinaria ricchezza e bellezza. Le campagne sono state coltivate per far crescere gli alimenti, per allevare gli animali di cui ci si nutre; si sono mantenuti ordinati i boschi, i fiumi e i laghi; si sono costruiti ponti e strade per farci viaggiare meglio anche se qualche volta, purtroppo, si sono creati storture ed orrori.
Eppure l’uomo da tre millenni con la sua cultura vitivinicola continua ad addomesticare il paesaggio per rendere più facile il lavoro nelle vigne, per governare e direzionare le acque piovane, per consolidare la stabilità del terreno, per rendere più efficienti le viti e migliorare, così, la qualità dei vini che vi si producono, ma lasciando intatte ed inalterate le basi geologiche su cui poggia e che di quei vini determinano il valore e la personalità. Per noi assaggiare i vini di Verona Wine Top 2016 è stato come effettuare un lungo e dettagliato viaggio nel territorio collinare del veronese che si estende dalle rive del lago di Garda, tocca il Monte Baldo e i Monti Lessini e si chiude nei pressi del fiume Fratta. Siamo partiti dalle dolci colline moreniche di Custoza con i suoi vini quasi aromatici e, verso nord, siamo arrivati vicini a Sirmione, in località Lugana dove le vigne si affacciano sul lago di Garda e producono vini di grande eleganza e sapidità. Si risale verso nord est costeggiando il lago, dove le colline diventano anche più ripide ed ospitano vigne che guardano ad occidente e godono del sole fino al suo tramonto per far ben maturare le uve coltivate. Da lì si può salire ancora verso la Valdadige con due specifici vitigni, enantio e casetta, riservati alla sua sottozona di Terra dei Forti che si insinua tra i monti che conducono in Trentino. Dopo una divagazione che ci porta sui Monti Lessini, patria del vitigno durello che, se ben rifermentato in bottiglia, può dare vini spumanti di bella eleganza e finezza; riscendendo ad est del lago di Garda ci immergiamo in una serie di rilievi ed avvallamenti che sfruttano le correnti lacustri per dare vita ai vini Bardolino nelle versioni Chiaretto, Rosso e Superiore, tutte prodotte con corvina, rondinella e molinara. Ancora più ad est e praticamente a nord della città di Verona si estende la Valpolicella con le sue diverse valli che un tempo furono fondali di un mare che non c’è più, anch’esse interessate dalle correnti lacustri ma anche da quelle nordiche, ove si producono i vini Valpolicella anche nelle versioni Classico, Superiore, Valpantena ed il ritrovato Ripasso. Con le uve corvina e rondinella lungamente appassite nei fruttai si ottengono gli squisiti Amarone della Valpolicella e Recioto della Valpolicella. Qui lo scenario si fa più movimentato e a tratti anche arduo per pendenza e altitudine dei terreni che vengono frequentemente terrazzati con muri a secco detti marogne. Una volta superata Verona ci si trova in un altro sistema collinare, un po’ più dolce ed arrotondato, che parte da Soave per allargarsi su colline di origine vulcanica, di un vulcano che non c’è più, che danno un forte carattere sapido alla garganega e al trebbiano di Soave qui coltivate per produrre Soave anche nelle versioni Classico e Superiore, oltre al celebre Recioto di Soave dalla nobile dolcezza e finezza. Proseguendo verso est e in luoghi pressoché pianeggianti è possibile trovare alcuni bei vigneti piantati con vitigni internazionali che prendono il nome di Arcole e, arrivando al confine della provincia veronese, Merlara, a completare il nostro lungo viaggio che ci ha portato ad immaginare il lago di Garda, le colline che conducono ai monti trentini per poi ridiscendere verso i complessi collinari che, lentamente ma inesorabilmente, affondano nelle pianure solcate dal fiume Adige.
Speriamo che anche i nostri lettori si lascino trascinare in questo mondo decisamente reale e materiale, ma fortemente fantastico ed onirico, che è gustare con attenzione un vino fino a sentirne il suo racconto. Sembrerà difficile all’inizio, ma con l’aiuto delle nostre parole tutto vi diventerà facile ed avvincente.