Introduzione

foto Riello
Quest’anno Verona vi presenta il vino e l’olio, le sue due eccellenze, assieme. Un abbinamento che nasce dalla natura della nostra terra. I quattordici vini Doc e le cinque Docg del vino scaligero e le due Dop e le numerose cultivar locali di olio provengono dalle stesse colline: quelle moreniche che si affacciano sul Lago di Garda a quelle pedemontane che si estendono dal Lago all’est veronese. Le coltivazioni di pregio dell’area collinare della terra di Romeo e Giulietta sono queste: vigneti e uliveti.

La coltivazione del vino e dell’olivo sono frutto di una tradizione millenaria che continuiamo a valorizzare e promuovere all’estero, grazie anche a questa guida di presentazione. Gli oliveti e i vigneti disegnano lo skyline delle colline e rappresentano un patrimonio storico e culturale di Verona tanto quanto i resti archeologici romani che la caratterizzano.

Certo il vino scaligero è molto più conosciuto in tutto il mondo: siamo la prima provincia esportatrice esportatrice con una quota del 12% sul totale italiano e nel 2016 abbiamo venduto all’estero vini per 923 milioni di euro, il 5% in più dell’anno precedente.
Da segnalare il boom verso gli Stati Uniti che sono diventati il terzo partner commerciale delle nostre cantine. La crescita continua anche nei paesi europei dove la Camera di Commercio ha promosso direttamente in loco i vini selezionati da Verona Wine Top: certo non sarà tutto merito nostro ma la Camera di Commercio ha portato all’estero e nelle principali fiere nazionali e internazionali i prodotti di quasi 250 cantine che hanno potuto prendere contatti con buyer e operatori di oltre 15 mercati: dal Nord al Centro Europa, ma anche al Fancy Food, negli Stati Uniti.

Anche l’olio scaligero piace all’estero: metà della produzione trova sbocco, infatti, oltre le Alpi, in Europa, e negli Stati Uniti, ma si trova anche sulle tavole degli Emirati Arabi.
Ora la sfida si sposta dalla qualità, che è ormai indiscussa, al marketing e alla promozione.
La Camera di Commercio è quindi entrata a far parte della rete mondiale delle 10 Grandi Capitali del Vino maggiormente vocate per il turismo.

L’auspicio è che questa guida, che girerà il mondo, induca i consumatori non solo ad acquistare i nostri vini, ma anche che li incuriosisca talmente da spingerli a visitare il nostro territorio. Ne vale la pena.

Giuseppe Riello, Presidente della Camera di Commercio di Verona

 

Bandiera Inglese 

Presentazione

L’universo dei vini di Verona di Alessandro Brizi

 

Il territorio agricolo veronese è una campagna liquida. Ciascun viaggiatore, sia esso un esperto gourmet o un semplice curioso, si trova immediatamente immerso in una rete storico-antropico-naturale dove uomo, vite, olivo, ciliegio e tutte le altre colture emergono come ineluttabili tessere di un cangiante mosaico in cui tempo e generazioni fanno da necessario collante. Dalle sponde orientali del Lago di Garda sino alla napoleonica Arcole, questa terra riproduce una sorta di Italia in miniatura, dove acqua, pianura, collina e montagna si rubano a vicenda spazio e uomini. Al centro di tutto ciò, l’antica Verona a fare da predestinato giudice di tale memorabile contesa. Il vino è il nucleo di questo universo: simbolo ancor prima di essere lavoro e continuo sacrificio e di trasformarsi in meritato guadagno. Le viti danno forma e movimento alle colline e a molte aree pianeggianti della provincia, occupando uno spazio di 27mila ettari, oltre il 35% di tutta la superficie vitata della Regione. La produzione di uva nel 2016 ha superato i 4,6 milioni di quintali, articolandosi in una varietà di tipologie enologiche davvero unica nel panorama mondiale: dagli spumanti ai passiti, passando per bianchi, rossi e rosati. Quello che ci ha più colpito nella degustazione dei vini di Verona Wine Top 2017, oltre chiaramente alla qualità indiscussa dei singoli campioni, è proprio l’ampia varietà di scelta che il territorio lascia al consumatore. A ogni calice si è svelato un ventaglio di sensazioni e suggestioni davvero uniche, così come all’interno di ogni singola denominazione si sono potute cogliere sfumature di stile e di territorio tali da rendere ciascun vino un mondo a sé e un’esperienza totale. Questa è l’anima intima del vino veronese, multiforme esperienza di piacere e di cultura che si declina nella freschezza e nella sapidità dei nettari di Soave e di Custoza, oppure nell’opulenza e nella rotondità dei tanti Amarone della Valpolicella, senza tralasciare la fierezza degli spumanti della Lessinia, i profumi dei vini della Valdadige, la leggiadria dei Merlara, il piglio delle varietà internazionali di Arcole, oltre alla golosità dei tanti Bardolino, dei Lugana e dei vini del Garda; dulcis in fundo, l’appagante esperienza del Recioto, sia esso di Soave o della Valpolicella. Mitezza del clima, variabilità dei suoli, ampiezza della piattaforma ampelografica (varietà locali come Corvina e Garganega si mescolano a uve internazionali ormai tradizionali in questi luoghi) ed esperienza degli uomini regalano al mondo degli enoappassionati e dei consumatori una molteplicità di scelte senza precedenti, per tutti i momenti e per qualsivoglia pietanza. Questo è il plus dei vini di Verona, un universo di piacere, storia e cultura che abbiamo cercato di raccontare nella guida Verona Wine Top 2017 con parole e pensieri che vogliono solamente essere una premessa a quella appagante esperienza sensoriale rappresentata dal vero e proprio assaggio, nel calice, di ciascun vino descritto. Prosit!

 

Bandiera Inglese